lunedì 29 settembre 2008

Claude Debussy

CLAUDE DEBUSSY
Clair de lune - Claude Debussy


(born St. Germain-en-Laye, 22 August 1862; died Paris, 25 March 1918).

He studied with Guiraud and others at the Paris Conservatoire (1872-84) and as prizewinner went to Rome (1885-7), though more important Impressions came from his visits to Bayreuth (1888, 1889) and from hearing Javanese music in Paris (1889). Wagner's influence is evident in the cantata La damoiselle élue (1888) and the Cinq poèmes de Baudelaire (1889) but other songs of the period, notably the settings of Verlaine (Ariettes oubliées, Trois mélodies, Fêtes galantes, set 1) are in a more capricious style, as are parts of the still somewhat Franckian g Minor String Quartet (1893); in that work he used not only the Phrygian mode but also less standard modes, notably the whole-tone mode, to create the floating harmony he discovered through the work of contemporary writers: Mallarmé in the orchestral Prélude à 'L'après-midi d'un faune' (1894) and Maeterlinck in the opera Pelléas et Mélisande, dating in large part from 1893-5 but not completed until 1902. These works also brought forward a fluidity of rhythm and colour quite new to Western music.

Pelléas, with its rule of understatement and deceptively simple declamation, also brought an entirely new tone to opera - but an unrepeatable one. Debussy worked on other opera projects and left substantial sketches for two pieces after tales by Poe (Le diable dans le beffroi and La chûte de la maison Usher), but nothing was completed. Instead the main works were orchestral pieces, piano sets and songs.

The orchestral works include the three Nocturnes (1899), characteristic studies of veiled harmony and texture ('Nuages'), exuberant cross-cutting ('Fêtes') and seductive whole-tone drift ('Sirènes'). La mer (1905) essays a more symphonic form, with a finale that works themes from the first movement, though the centrepiece ('Jeux de vagues') proceeds much less directly and with more variety of colour. The three Images (1912) are more loosely linked, and the biggest, 'Ibéria', is itself a triptych, a medley of Spanish allusions. Finally the ballet Jeux (1913) contains some of Debussy's strangest harmony and texture in a form that moves freely over its own field of motivic connection. Other late stage works, including the ballets Khamma (1912) and La boîte à joujoux (1913) and the mystery play Le martyre de St. Sébastien (1911), were not completely orchestrated by Debussy, though St. Sébastien is remarkable in sustaining an antique modal atmosphere that otherwise was touched only in relatively short piano pieces (e.g.'La cathédrale engloutie').

The important piano music begins with works which, Verlaine fashion, look back at rococo decorousness with a modern cynicism and puzzlement (Suite bergamasque, 1890; Pour le piano, 1901). But then, as in the orchestral pieces, Debussy began to associate his music with visual impressions of the East, Spain, landscapes etc, in a sequence of sets of short pieces. His last volume of Etudes (1915) interprets similar varieties of style and texture purely as pianistic exercises and includes pieces that develop irregular form to an extreme as well as others influenced by the young Stravinsky (a presence too in the suite En blanc et noir for two pianos, 1915). The rarefaction of these works is a feature of the last set of songs, the Trois poèmes de Mallarmé (1913), and of the Sonata for flute, viola and harp (1915), though the sonata and its companions also recapture the inquisitive Verlainian classicism. The planned set of six sonatas was cut short by the composer's death from rectal cancer.



domenica 28 settembre 2008

Rosa & Radice



Ora dormi nell’esatta orma del sonno:

tra poco amore ti raggiungo nel sogno.

Il tuo corpo ancora memoria ha di me

di dita e di labbra che percorrono geografie?

Mi manchi e mi manco anch’io

che m’aggrappavo ai tuoi fianchi.

Tu sei il mio orizzonte di pensiero

e come la luce mi sei ovunque intorno.

Non ho cielo nelle mie mani

ma di carezze t’inazzurro il volto.

Dammi le mani che non so leggere

ma leggère porto al volto di domani.

Rosa rapida raccolta restami radice.

Enrico De Vit

L'assenza



L´assenza nobilita il silenzio
nelle parole cola il blu da una vena aperta sull'eternità
si trasformano in uccelli messaggeri d'amore i vespri prima del
prego veloci pensieri ancor tra le fiamme esplodono cercando nell'iride
il riflesso tu che dai a tutto questo un senso sembri una stella senza sorte
col cuore desideroso di specchiare sul volto della Luna il suo scarlatto pallore.

Mi cade addosso il peso del cosmo, tutta la volta celeste gremita di fiamme,
ho la spalla dei sogni rotta e dolorante, le braccia sconfitte dalla torre d'astri,
solo gli occhi restan illesi in questo tramonto d'anime
protetti dal corpo che brama l'inchiostro nel deserto di un foglio gelido come la morte
come le lande di un regno senza imperatore...

Mi manca il verbo le labbra sbriciolano sul vuoto suoni vaghi
articolo visioni magiche di noi due insieme
tra lenzuola madide di acque in stanze prigioniere del buio,
mi manca l'aria al respiro tagliato l'iride confessa una lacrima salata che
si rompe sulla guancia del pavimento che senza le tue impronte care
diventa schiavo delle ombre.

L'assenza pietrifica il rumore, notturna ed alba van a braccetto nel mio capo,
forse sono malato di immensità come un Dio del suo universo
non sento il passaggio mortale del tempo, ma solo il tuo fiato,
al di la del'orizzonte, su una riva bagnata solo dal oceano dei miei sogni,
senza fondali che tu potresti attraversare volendo colpito dal mio occhio
separando le sabbie dalle acque con un bacio.

sabato 27 settembre 2008

Ricardo Asensio















Ricardo Asensio
Il pittore spagnolo Ricardo Asensio, nato a Valencia nel 1949. Si fece notare nel campo della ritrattistica con l´opera "Ritratto di Greta Garbo" nel 1964, in giovane età 15 anni, destando interesse sia nel pubblico sia nella critica.

Nel 1979 si stabilisce a Roma, dove viene a contatto con l´ambiente artistici romano e si specializza sopratutto nei ritratto. Asensio entra ben presto a far parte del circulo della borghesia romana che ritrova in lui un attento, fedele e sensibile ritrattista. Tra i suoi ritratti più celebri è giusto ricordare quello all´attrice Virna Lisi, alla principessa Beatrice D´Orleans e Marisa di Borbon.

I volti dalla pelle liscia e levigata, la delicata posizione delle mani e delle braccia, la posa del busto e le sontuose stoffe che avvolgono i corpi delle sue modelle, spingono l´Asensio ad accostarsi con realismo alla figura, interpretandone la belleza, il pensiero e l´espressione, e penetrando nell´intimo del personaggio con una sottile e tenace vena psicoloca che rende più vero e vivace il ritratto. E fu propio la bravura e la delicatezza dell´artista, che riuscì a catturare la vena sensuale che accompagnava le sue modelle, a renderlo richiesto e gradito al pubblico.


BIOGRAPHY :

RICARDO ASENSIO nato a Valencia (SPAGNA) nel 1949. Artisticamente si è formato lavorando nella città di ROMA, BARCELONA e VALENCIA, conseguendo numerosi premi in importanti e prestigiosi concorsi Internazionali di pittura, collettive ed esposizioni personali, per citarne alcuni: nel 1979 finalista per la pittura alla Accademia di Spagna in ROMA, 1981 Premio "Villa Alessandra", selezionato per i suoi di ritratti...

Nel resto del mondo: Menzione d'Onore al Salone d'Inverno di NEW YORK, Menzione d'Onore al Museo delle Americhe in FLORIDA...

Prestigioso ritrattista di intellettuali e personaggi illustri, è un artista impegnato continuamente nella innovazione della pittura. La sua opera inizia in un primo momento nella rappresentazione nettamente figurativa, concentrata nella figurazione di personalità dello spettacolo, della cultura e della politica, esprimendosi anche nei paesaggi raggiungendo una perfezione pittorica pari alla fotografia, utilizzando semplicemente i suoi colori ad olio e pastelli sapientemente mescolati dando forza nelle sobrie tonalità delle sue composizioni a tutto tondo. Coerente nella sua opera e con una tecnica che lo identifica e lo distacca dal panorama internazionale. Famosissimi i ritratti di personaggi come il Premio Nobel Camilo José Cela, lo scrittore drammaturgo Antonio Buero Vallejo, la Principessa Beatrice d´Orleans, Marisa di Borbon, le attrici Virna Lisi e Dalila Di Lazzaro, Kim Novak, Faye Dunaway, Brooke Shields ...

Le sue opere sono visibili in musei d'arte contemporanea, collezioni private e pubbliche in Spagna, Francia, Germania e nel resto dell'Europa come anche negli Stati Uniti e sud America.

"Premio Controvento" ROMA, 1982. "Medaglia al Merito" Trofeo Internazionale "Medusa Aurea" ROMA, 1996. Premio "Villa Serravalle", FIRENZE 1997. "Gran Collare D´Argento" Palinuro nel mondo. Premio "Antiqua Firenze" e il "Oscar de la Cultura", 2001, FIRENZE. "Gran Premio Italia", 2003. Premio "La Dea Alata" FIRENZE, 2003. "Medaglia d´Oro" Trofeo "Medusa Aurea" XXVI edizione, ROMA, 2003 Accademia Internazionale D´Arte Moderna. "Gran Premio Maremma" Copa Costa D´Argento della Toscana. "Gran Premio Città di FIRENZE" 2003 Accademia "Il Marzocco". 1º Premio "Costa Toscana" IV Bienale d´Italia. 1ºPremio "Europa" 2004 TORINO. 1º Premio S. Ambrogio D´Oro 2004 ,MILANO. Gran Collare Accademico, ROMA 2004. Gran Premio Europa Art "Mediolanum" 2005, MILANO. Premio Canova " Medaglia d´Oro " Accademia Universale Antonio Canova. 1ºPremio Concorso Internazionale d'Arte "Sprigiona la Fantasia" TORINO, 2005. Oscar delle Arti, Accademico ad Honorem per l'Ordine "Michelangelo Buonarroti" Accademia Internazionale SANTARITA, TORINO. 1º Premio "Festival Hans Christian Andersen" in suo Bicentenario, COPENHAGEN (Denmark), Premio "Donatello 2006", Premio "La Dea Alata " 2006, FIRENZE (Italia), Premio "Coppa Mundis", ITALIA. Premio "Rembrandt 2006", per il 400° anniversario della nascita del pittore olandese.
"Premio SEVER a la carrera", Centro Culturale Internazionale D´Arte Sever, MILANO. Coppa Accademia "Artista anno 2007" Accademia Severiade, MILANO. Premio alla Cultura "Omaggio a Giosuè Carducci" nel centenario. 2007 Centro Molisano La Conca, ROMA. Grand Prix International "URBS MUNDI" 2008 . Targa Sever D´Oro 2009, Centro Culturale Internazionale D´Arte SEVER, MILANO. Premio "Leonardo Da Vinci" 2009, "Premio Universale" 2009 , FIRENZE. Premio Internazionale NOBEL dell´Arte 2009, MILANO Italia.

* Académique de Mérite dell´Accademia Italiana "Gli Etruschi".
* Accademico per la Accademia Internazionale "Il Marzocco", FIRENZE.
* Accademico ad Honorem per l'Ordine "Michelangelo Buonarroti" Accademia Internazionale "Santarita", TORINO.
* Accademico per la Accademia Internazionale "Greci Marino". Accademico di Verbania.
* Accademico della Accademia Universale "Antonio Canova". ITALIA

















Gustavo Adolfo Bécquer

"Maria Albaicin" by Ricardo Asensio



RIMA XXX


Asomaba a sus ojos una lágrima
y a mi labio una frase de perdón;
habló el orgullo y se enjugó su llanto,
y la frase en mis labios expiró.

Yo voy por un camino; ella, por otro;
pero, al pensar en nuestro mutuo amor,
yo digo aún: —¿Por qué callé aquel día?
Y ella dirá: —¿Por qué no lloré yo?

Gustavo Adolfo Bécquer

Pablo Picasso













Pablo Picasso
(1881-1973)

1881 - Pablo Ruiz y Picasso nasce a Malaga il 25 ottobre. Il padre, don José Ruiz Blasco (1838-1913), è insegnante di disegno e conservatore del museo cittadino; dalla madre, Maria Picasso y Lopez (1855-1939), di origine genovese, prenderà il nome d'arte.


1891 - Lascia Malaga per La Coruña, in Galizia, dove suo padre, in seguito alla chiusura del Museo di Malaga, era stato nominato professore di disegno presso la locale scuola d'arte.

1894 - Comincia per Picasso la scoperta della figura. Sotto la guida del padre, dopo aver eseguito scene caricaturali, egli si dedica al disegno da gessi anatomici. Dipinge dal modello vivo, prediligendo come soggetti figure di vecchi, nature morte e paesaggi.

1895 - Il 10 gennaio muore la sorella María de la Concepción (Conchita). Dipinge la Ragazza coi piedi nudi (Parigi, Musée Picasso), e Coppia di vecchi (Malaga, Museo de Bellas Artes). In estate la famiglia lascia La Coruña e fa ritorno a Malaga, per poi stabilirsi definitivamente a Barcellona, dove il padre è nominato professore di disegno all'istituto d'arte La Lonja. Don José, in effetti, avendone riconosciuto il genio precoce, si dedicherà a sostenere la vocazione artistica di Pablo, indirizzandolo ad una formazione tradizionale ed accademica.

1896 - Il padre affitta uno studio fuori casa in Calle de La Plata, dove Picasso si stabilisce con l'amico Manuel Pallarès (1876-1974). Espone il suo primo dipinto ad olio di grandi dimensioni, La prima comunione (Barcellona, Museu Picasso). Esegue ritratti dei familiari e, tra questi, quello della Tía Pepa (Barcellona, Collezione Montserrat-Costa).

1897 - Parte per Madrid, dove grazie al sostegno del padre è ammesso all'Accademia Reale di San Fernando. Il suo dipinto Scienza e Carità (Barcellona, Museu Picasso) ottiene una menzione d'onore alla Esposizione di Belle Arti di Madrid.

1898 - A seguito di una malattia, soggiorna alcuni mesi a Horta de Ebro, presso Manuel Pallarès. Dipinge studi di paesaggi. Conosce il poeta catalano Jaime Sabartés (1881-1968) che, in seguito, diverrà suo intimo amico e biografo.
Entra a far parte dell'élite letteraria ed artistica di Barcellona, e frequenta il ritrovo Els Quatre Gats, il cui animatore è Pere Romeu, mediocre pittore, che aveva però vissuto a Parigi. Esegue schizzi e disegni ritraendo gli amici Pere Romeu, Jaime Sabartés, Ramon Pichot, Manolo Hugué, Carlos Casagemas, Francisco Bohigas, Francisco Palma. Fa conoscenza, attraverso le riviste d'arte, delle opere grafiche di Alexander Steinlen e Henri de Toulouse-Lautrec.

1900 - Condivide casa e studio con l'amico Carlos Casagemas. Nell'ottobre parte con Casagemas e Pallarès per Parigi, sede in quell'anno dell'Esposizione Universale, e qui espone nel padiglione spagnolo il dipinto Gli ultimi momenti. Dipinge opere influenzate dal Modernismo catalano; studia le stampe giapponesi ed El Greco, quindi i preraffaelliti inglesi e la grafica tedesca. Conosce il mercante darte 'Pedro Mañach. Dipinge Le Moulin de la Galette (New York, Guggenheim Museum). Nel dicembre ritorna a Barcellona e a Malaga, in compagnia di Casagemas. A Madrid, con l'aiuto di Francisco d'Asis Soler, fonda la rivista "Arte Joven", nella quale sono evidenti le esperienze parigine.

1901 - In febbraio, rientrato a Parigi, Carlos Casagemas si suicida con un colpo di pistola. Picasso è di nuovo a Barcellona, dove dipinge alcuni paesaggi, tra i quali una Veduta delle terrazze della chiesa di Santa Maria del Pi a Barcellona (Barcellona, collezione Montserrat-Costa).

1902 - In ottobre, a Parigi, conosce il gallerista Ambroise Vollard, il quale gli organizza una mostra nella sua Galleria in Rue Laffitte. Incomincia a firmarsi "Picasso", eliminando il cognome Ruiz. Incontra il poeta Max Jacob (1876-1944) e ne diventa amico. Inizio del periodo blu (1902-1903) caratterizzato da soggetti di cupo pessimismo come la povertà, la vecchiaia, la solitudine. Prime esperienze di scultura. Espone nella Galleria di Berthe Weill, tra oli e pastelli, circa trenta opere, molte delle quali di soggetto parigino.

1903 - Nell'inverno, per difficoltà economiche, rientra a Barcellona, dove dipinge in poco più di un anno cinquanta dipinti: tra questi, L'abbraccio (Parigi, Musée de l'Orangerie) e La vita (Cleveland, Museum of Art).

1904 - Nel febbraio si tiene a Parigi, alla Galleria Serrurier, una mostra delle sue opere. In aprile torna a Parigi insediandosi presso lo scultore Paco Durio, nella cosiddetta Maison du Trappeur, una baracca che sarà denominata da Max Jacob "Le Bateau-Lavoir".

1905 - Conosce gli scrittori Guillaume Apollinaire (1880-1918), Alfred Jarry ed André Salmon. Incontra Fernande Olivier, che sarà sua compagna per sette anni, e il mercante d'arte Daniel-Henry Kahnweiler (1884-1979). Diviene amico di Gertrude e Leo Stein, che incontra presso il mercante di quadri Clovis Sagot, ex clown del Circo Medrano. Inizia il cosiddetto periodo rosa (1905-1906): i soggetti preferiti sono gli artisti del circo ed i saltimbanchi. Conosce, attraverso Gertrude Stein, Henri Matisse e scopre la scultura africana. Dipinge La famiglia dei saltimbanchi (Washington, National Gallery of Art).

1906 - Dipinge il Ritratto di Gertrude Stein (New York, The Metropolitan Museum of Art). Vollard gli acquista una trentina di tele: con la somma ricavata Picasso parte per soggiornare nel villaggio di Gósol, nella valle di Andorra, dove studia le sculture del Romanico e del Gotico catalani.

1907 - Studia le opere di Cézanne e l'arte negra, ed incontra Georges Braque e André Derain. Dopo un'intensa sperimentazione, dipinge Les Demoiselles d'Avignon (New York, The Museum of Modern Art), testo figurativo basilare del cubismo, ispirato dalla statuaria iberica e dalla scultura africana ed egiziana.

1908 - Dipinge numerosi nudi africani, sotto l'influsso della scultura negra. A novembre organizza nel suo studio un grande banchetto in onore dell'anziano pittore Henri Rousseau, detto il Doganiere.

1909 - Si reca in estate a Horta de Ebro, dove dipinge paesaggi dai volumi ridotti a solidi geometrici, frazionando le superfici; mentre nei ritratti la forma emerge da sfaccettature taglienti. Inizio del cosiddetto cubismo analitico (1909-1914), in stretto sodalizio con Georges Braque. Lascia il Bateau-Lavoir e si trasferisce, chiudendo il suo periodo bohèmien, in un appartamento sul Boulevard de Clichy.

1910 - Soggiorna in Spagna a Cadaqués, dagli amici Pochot. Ritratti cubisti del mercante Kahnweiler (Chicago, The Art Institute), di Ambroise Vollard (Mosca, Museo Puškin), e del critico tedesco Wilhelm Uhde.

1911 - Per la prima volta negli Stati Uniti, il fotografo Alfred Stieglitz, fondatore della rivista "Camera Work", presenta nella sua galleria di New York una esposizione di ottanta fra disegni e incisioni di Picasso, che suscita grande scalpore.

1912 - Comincia ad inserire nelle composizioni lettere e numeri tipografici, nelle nature morte ritagli di tele cerate stampate, lamiere: nasce la tecnica del collage e del papier collé. Abbandona progressivamente il colore. Prima mostra dei pittori cubisti a Parigi, nell'autunno. Fanno parte del gruppo: Suzanne, Raymond e Marcel Duchamp, fratelli del pittore Jacques Villon, Delaunay, Fernand Léger. Rompe la relazione con Fernande Olivier e incontra Marcelle Humbert (Eva), celebrata in una serie di dipinti.

1913 - Apollinaire pubblica Les peintres cubistes, dove con parole di poeta trova quei fondamenti teorici che avevano determinato il primo momento cubista. Ma intanto per Picasso era iniziata la fase del cubismo sintetico (1913-1916), quando nelle sue opere l'oggetto tende a essere ricomposto nella sua essenza ideale. Sperimenta tutti gli effetti del collage e dell'assemblage, generando un insieme di pittura-scultura. Juan Gris e Léger si uniscono a Picasso e Braque nei tentativi cubisti.

1916 - Conosce Jean Cocteau (1889-1963), che lo invita a preparare le scene del suo Parade per i balletti russi di Sergej Diaghilev (musiche di Erik Satie, coreografie di Léonide Massine).

1917 - Picasso abbandona il lessico cubista. Partito per Roma in compagnia di Cocteau a seguito della compagnia dei balletti russi, visita anche Napoli, Pompei e Firenze, traendo dall'antico indicazioni per una ripresa figurativa: è l'inizio del periodo neoclassico (1917-1925). Con Igor Stravinskij visita la stazione zoologica di Napoli per ammirare gli affreschi di Hans von Marées. Parade, presentato nel maggio 1917 a Parigi, al teatro dello Châtelet, con programma di sala redatto da Apollinaire, suscita scandalo.

1918 - Sposa Olga Khoklova, incontrata a Roma l'anno precedente. Muore Apollinaire.

1919 - Diaghilev si rivolge a Picasso per le scene del Cappello a tre punte di Manuel De Falla. Durante un soggiorno estivo a Saint-Raphaël esegue, ancora su richiesta di Diaghilev, le scene per Pulcinella di Stravinskij, balletto presentato nel mese di maggio all'Opéra di Parigi.

1920 - Durante un soggiorno estivo a Juan-les-Pins, è attratto dal paesaggio provenzale e si dedica anche a disegni mitologici (Il Ratto).

1921 - Nasce il figlio Paulo. Ricorre sovente nelle opere di questo periodo il tema della maternità. Dipinge le Tre maschere musicali (New York, The Museum of Modern Art).

1922 - Nel corso dell'estate, a Dinard, in Bretagna, dipinge Donne che corrono sulla spiaggia (Parigi, Musée Picasso). Nell'inverno collabora con Jean Cocteau alla scenografia del dramma Antigone.

1923 - Trascorre l'estate ad Antibes, dove dipinge Il flauto di Pan (Parigi, Musée Picasso); ritrae la madre e, a più riprese, la moglie Olga e il figlio Paulo.

1924 - Periodo delle grandi nature morte. Esegue le scene e i costumi del balletto Mercurio, su musica di Erik Satie e coreografie di Massine. André Breton pubblica il suo Manifesto Surrealista. Picasso disegna un ritratto del giovane scrittore e stringe amicizia coi fondatori del movimento, pur rimanendo autonomo dalle loro teorie.

1925 - Assiste a Montecarlo ai balletti russi e dipinge La danza (Londra, Tate Gallery). Partecipa alla prima mostra del gruppo surrealista accanto a Paul Klee, Miró, Arp.

1926-1927 - Durante le vacanze a Cannes, comincia a disegnare a carbone figure di bagnanti con forte modellato. Dall'esperienza dei collage derivano i tableaux-reliefs, oggetti composti da frammenti e scarti eterogenei (oggetti trovati come camicie, strofinacci, chiodi, spaghi), poi sviluppati a livello plastico. Incontra la diciassettenne Marie-Thérèse Walter, che diverrà la sua amante e che ritrarrà in numerose tele.

1930 - Albert Skira gli affida l'illustrazione delle Metamorfosi di Ovidio (serie di trenta acqueforti). Picasso acquista il castello di Boisgeloup presso Gisors, a nord di Parigi. Dipinge la Crocifissione (Parigi, Musée Picasso).

1931 - Ambroise Vollard pubblica Il capolavoro sconosciuto di Balzac, illustrato da sessanta incisioni e tredici acqueforti di Picasso.

1930-1937 - Incide la Suite Vollard: cento incisioni su temi mitologici, comprendenti quarantasei tavole della serie L'atelier dello scultore, e completata dalla serie del Minotauro. Dipinge nudi femminili con un uso libero del colore, concependoli come incastri geometrici.

1933 - Picasso cerca inutilmente di impedire la pubblicazione delle memorie di Fernande Olivier.

1934 - Viaggia in Spagna, con Olga e Paulo, per vedere le corride (San Sebastián, Madrid, Toledo, Barcellona). Numerosi lavori sul tema della corrida, in varie tecniche.

1935 - Dalla relazione con Marie-Thérèse nasce Marìa de la Concepciòn, detta Maya, secondogenita di Picasso. Si separa da Olga, ma il divorzio viene rinviato per questioni patrimoniali.

1936 - Conosce il poeta Paul Eluard (1895-1952) e il fotografo surrealista Man Ray. Si dedica all'illustrazione dell'Histoire naturelle di Buffon affidatagli da Vollard. Durante l'estate, a Mouling, conosce la fotografa iugoslava Dora Maar. Si dedica a incisioni e acquerelli sul tema del Minotauro: da una gouache su questo tema, La Dépouille du Minotaure en costume d'arlequin (Parigi, Musée Picasso), realizza, in collaborazione col pittore Luis Fernandez, il sipario di scena del dramma Le Quatorze Juillet di Romain Rolland (Tolosa, Musée Les Abattoirs).

1937 - La guerra civile spagnola segna l'attività di Picasso: scrive un libello e incide diciotto acqueforti dal titolo Sueño y mentira de Franco (Sogno e menzogna di Franco). Su commissione del governo repubblicano spagnolo dipinge, per l'Esposizione Internazionale di Parigi, Guernica (Madrid, Museo Nacional, Centro de Arte Reina Sofia), ispirata dal tragico bombardamento del paese basco da parte dei nazisti il 27 aprile del 1937.

1939 - Muore Ambroise Vollard.

1939-1940 - Allo scoppio della guerra, si stabilisce con Dora e Sabartés a Royan, dove lo raggiungono anche Marie-Thérèse e Maya. Dipinge Pesca notturna ad Antibes (New York, The Museum of Modern Art). Dopo l'occupazione tedesca di Royan, rientra a Parigi dove si installa in un nuovo studio in Rue des Grands-Augustins.

1943 - Incontra la giovane pittrice Françoise Gilot. Realizza l'assemblaggio Teschio di toro.

1944 - Max Jacob è arrestato dai tedeschi e morirà in campo di concentramento. Picasso realizza per Vallauris la grande scultura L'Homme au mouton (Uomo con l'agnello). Lettura a Parigi del suo pezzo surrealista Le désir attrapé par la queue (Il desiderio preso per la coda), cui partecipano Dora Maar, Albert Camus, Simone de Beauvoir, Jean-Paul Sartre, Raymond Queneau. Dopo la liberazione di Parigi, aderisce al Partito Comunista.

1945 - Dopo che per anni, a causa della guerra, aveva dovuto rinunciare alla grafica, si dedica nuovamente alla litografia e lavora nell'atelier del tipografo parigino Fernand Mourlot, conosciuto tramite Braque. Dipinge, a seguito della scoperta dell'orrore dei campi di concentramento nazisti, Le charnier (L'ossario).

1946 - Su proposta di Romuald Dor de La Souchère, trasferisce l'atelier nelle sale del Castello Grimaldi, dove lavorerà alcuni mesi, lasciandovi le opere che formeranno il nucleo del Museo Picasso di Antibes. Dipinge la Joie de vivre (Antibes, Musée Picasso).

1947 - Soggiorna a Vallauris, dove nell'autunno avvia una produzione ceramica nel laboratorio Maduora dei coniugi Ramié. Per un anno si occuperà prevalentemente di ceramica, eseguendo circa duemila pezzi. Nasce il terzo figlio, Claude. Dipinge trascrivendo nuovi segni del mito, Ulisse e le sirene (Antibes, Musée Picasso).

1948 - Partecipa, con Paul Eluard, al Congresso degli intellettuali per la Pace, che ha luogo in Polonia. Nell'ottobre torna a Vallauris ed affitta la villa La Galloise, dove si stabilisce con Françoise. Il tipografo Arnéra lo convince a dedicarsi all'incisione su linoleum: con questa tecnica realizzerà manifesti per corride o per mostre personali.

1949-1950 - Picasso, su richiesta di Aragon, finanzia il Partito comunista francese con la litografia raffigurante la Colomba, manifesto del Congresso mondiale della Pace di Parigi. Nasce la quarta figlia, Paloma.

1951-1952 - Dipinge Massacro in Corea (Parigi, Musée Picasso), come protesta contro l'invasione americana, e nel Tempio della Pace, a Vallauris, antica cappella dei monaci di Lérins, La Guerra e la Pace.

1953 - Lavora ancora a Vallauris. In estate, con Maya e Paulo, soggiorna a Perpignan, dove incontra Jacqueline Rocque. Muore Eluard.

1954 - Si separa da Françoise Gilot, e comincia a convivere con Jacqueline. Inizia a lavorare a una serie di variazioni su Les femmes d'Alger di Delacroix. Si aprono a Roma e Milano due grandi retrospettive, a cura di Lionello Venturi.

1955 - Lascia Vallauris per stabilirsi in una grande villa sulla collina di Cannes, La Californie. Henri-Georges Clouzot lo ritrae nel documentario Le mystère Picasso. Dipinge La plage à La Garoupe.

1956 - Realizza una serie di quadri dedicati al proprio atelier: tra questi, Lo studio ‘La Californie' a Cannes (Parigi, Musée Picasso).

1957-1958 - Lavora nella villa La Californie al ciclo di quaranta variazioni sul quadro Las Meniñas di Velasquez. Esegue il pannello raffigurante La Caduta di Icaro per la sede dell'Unesco a Parigi.

1959 - Si dedica alla lineografia a colori. L'Editore Gustavo Gili di Barcellona pubblica La tauromaquía, o arte de torear (1796), di José Delgado, detto Pepe Illo, illustrato da ventisei acquatinte allo zucchero eseguite da Picasso nel 1957.

1960-1961 - Dipinge, nel castello di Vauvenargues, una serie di variazioni su Le déjeuner sur l'herbe di Manet.

1961 - Sposa Jacqueline Rocque. Festeggia l'ottantesimo compleanno con i ceramisti di Vallauris. Esegue lavori in lamiera piegata e dipinta.

1963 - Serie di dipinti sul tema Il pittore e la sua modella. Muoiono Braque e Cocteau.

1964 - Françoise Gilot pubblica il libro di memorie Vita con Picasso.

1965-1967 - Picasso viene operato allo stomaco e solo dall'estate dell'anno seguente riprende a disegnare e dipingere. Si apre al Grand Palais e al Petit Palais di Parigi una grande retrospettiva (più di settecento opere).

1968 - Muore Sabartés. Picasso dona al Museo di Barcellona cinquantotto quadri della serie Las Meniñas. In sette mesi, incide le incisioni della Suite 347.

1970-1972 - Dona le opere degli anni giovanili al Museo di Barcellona. Comincia la serie di incisioni della Suite 142.

1973 - Dopo aver continuato a dipingere il suo ultimo quadro, Femme nue couchée et tête, l'8 aprile muore nella sua casa di Mougins (Cannes).


1967
Deve lasciare l'atelier parigino di rue des Grands-Augustins in cui lavorava dal 1937, l'epoca di Guernica.
Vive nella villa di Notre-Dame-de-Vie a Mougins, acquistata dopo il matrimonio con Jacqueline Roque del marzo 1961.
Espone ceramiche e sculture presso la Tate Gallery di Londra.
Assume come autista Maurice Bresnu che chiama affettuosamente "nounours" [orsacchiotto]. Bresnu lavorerà per Jacqueline fino al 1976, Picasso gli farà dono di un gran numero di disegni erotici.
A quest'anno risale l'ultimo dei 175 quaderni riempiti dal 1894, il carnet reca la dedica "Pour Jacqueline, ma femme 3-12-67"

1968
Muore in febbraio Jaume Sabartés, segretario e amico dell'artista. Il testo di Le Cocu Magnifique, opera teatrale di Fernand Crommelynck portata in scena per la prima volta nel 1920, viene pubblicato dai figli, i fratelli Piero e Aldo, stampatori dell'opera grafica di Picasso. L'artista illustra il volume con 12 incisioni su lastra di rame. Il 22 maggio Picasso regala all'amico poeta Rafael Alberti Sable mouvant di Pierre Reverdy.
Nella Holbeinhaus di Augusta si tiene la mostra Picasso-Graphik. Presso la galleria Louise Leiris di Parigi vengono presentate le incisioni raggruppate sotto il titolo di Suite 347 (realizzate tra il 16 marzo e il 5 ottobre del 1968).
Il 24 ottobre Picasso lascia a mezzo l'incisione di un'acquaforte (la prima della Suite 156) che rappresenta Piero Crommelynck con la famiglia; non riprenderà la lastra fino al febbraio del 1970.

1969
Realizza circa 170 dipinti. Viene pubblicato il suo libro El entierro del conde de Orgaz curato da Gustavo Gili.
La Suite 347 viene esposta all'Akademie der Künste di Berlino.

1970
Dal 1 maggio al 30 settembre nel Palazzo dei Papi di Avignone vengono esposti 165 dipinti e 45 disegni, la mostra è organizzata da Yvonne Zervos che si spegnerà l'8 aprile dello stesso anno.
Inizia a lavorare alla serie grafica che verrà chiamata Suite 156, pubblicata dopo la morte dell'artista con un timbro che ne riproduce la firma. Solo quattro copie sono state effettivamente firmate da Picasso.
Esegue 28 disegni a china che regala a Bresnu.
Il 10 luglio riceve la visita di Rafael Alberti e della moglie María Teresa.
Sotto il titolo di Le goût du bonheur vengono pubblicati i disegni tratti da tre quaderni del 1964, riprodotti con il metodo inventato da Günter Dietz, con una prefazione del poeta Jean Marcenac. Picasso realizza per il libro un'acquaforte datata 21 luglio 1970.
Mostre dell'opera grafica a Monaco (Haus der Kunst), New York (MoMA) e Stoccarda (Kunstverein, Suite 347).

1971
Visita di Rafael Alberti, con la figlia Aitana e il genero Roberto Otero, a Notre-Dame-de-Vie. Nell'Arboleda perdida - le memorie di Alberti - e in Lo que canté y dije de Picasso (Barcellona 1981) dello stesso autore, si trovano notizie e aneddoti riguardanti gli incontri tra il poeta e il pittore.
Festeggiamenti per i novant'anni dell'artista.
Il 14 ottobre nella galleria Theo di Madrid viene esposta la Suite Vollard, le incisioni vengono distrutte dall'acido scagliato da esponenti d'estrema destra.
La galleria Berggruen di Parigi inaugura il 21 ottobre Hommage à Picasso. 90 Gravures.

1972
Il 19 gennaio Picasso riceve per l'ultima volta Rafael Alberti accompagnato da Aitana e Roberto Otero.
A New York si tiene la mostra Picasso in the Collection of the Museum of Modern Art.
Nella galleria Louise Leiris di Parigi vengono esposti 172 disegni degli ultimi anni.
Il 4, 6 e 25 marzo lavora alle sue due ultime incisioni.
La Fondazione Gottfried Keller di Berna organizza la mostra Picasso. Druckgraphik.
Nel corso di ottobre l'artista si ammala gravemente.

1973
In gennaio la Suite 156 viene esposta insieme alle relative prove di stato nella galleria Louise Leiris di Parigi.
Il 19 marzo dedica un disegno a Bresnu.
Muore l'8 aprile a Mougins. Sarà sepolto nel castello di Vauvenargues, acquistato nel 1958, nei pressi ad Aix-en-Provence.














Questo è per te
è il mio intero cuore
è il libro che ti avrei letto
quando fossimo stati vecchi
Adesso sono un'ombra
Sono senza pace come un impero
Tu sei la donna
che mi ha reso libero
Ti ho vista guardare la luna
Non hai esitato
ad amarmi con essa
Ti ho vista onorare gli anemoni
colti tra le rocce
mi hai amato con essi
Sulla sabbia liscia
tra i ciottoli e la spiaggia
mi hai accolto nel cerchio
meglio ancora di come si accoglie un ospite
Tutto ciò è accaduto
nella verità del tempo
nella verità della carne
Ti ho vista con un bambino
mi hai portato al suo profumo
e alle sue visioni
senza chiedermi sangue
Su tantissimi tavoli di legno
adornati con cibo e candele
mille sacramenti
che hai portato nel tuo cesto
Ho visitato la mia creta
Ho visitato la mia nascita
fino a quando sono tornato piccolo
ed impaurito abbastanza
da nascere di nuovo
Ti ho voluta per la tua bellezza
mi hai dato più di te stessa
Hai condiviso la tua bellezza
questo è tutto ciò che ho appreso stanotte
mentre ricordo gli specchi
dai quali sei scomparsa
dopo che hai donato loro
ciò che essi ti chiedevano
per la mia iniziazione
Adesso sono un'ombra
desidero ardentemente
giungere alla fine del mio peregrinare
e vado avanti
con l'energia della tua preghiera
e procedo
in direzione della tua preghiera
poiché tu sei inginocchiata
come un mazzolino di fiori
in una grotta di ossa
dietro la mia fronte
e mi muovo in direzione di un amore
che hai sognato per me

Leonard Cohen

martedì 16 settembre 2008

NESSUN DOLORE


...NON SAPEVO QUANDO..NE DOVE..
AVREI INCONTRATO IL SENTIMENTO CHIAMATO AMORE..
L'AVREI RICONOSCIUTO..CREDEVO COL CUORE..
INVECE ERA SUONO..LA VOCE..
PROFUMO..L'ODORE..
OCCHI..IL COLORE..
UN BUFFO CAMMINARE..
IL DIFETTO PERSONALE..
E CHISSA' QUANTO ANCORA..SUBLIMINALE..
NON SAPEVO CHE FARE..CHE DIRE..
COME SOPRAVVIVERE.. AL SUO FINIRE..
QUELL'INTIMO SENTIRSI MORIRE..
LA RABBIA E L'INEVITABILE SOFFRIRE..
NON SAPEVO QUANTO NE AVREI AVUTO..
MA SAPEVO ..SAREBBE FINITO..
SAREI GUARITO..
DI NUOVO FORTE..UN MITO..
DELL'AMORE ANTIDOTO..
FURONO ANNI CON TANTE AVVENTURE..
MOLTE EMOZIONI ..MA NON PIU' IL BRIVIDO..
ERO AL SICURO DAL DOLORE..MA ERA VITA..SENZA SAPORE..
AVEVO TUTTO..MA FELICE E MALINCONICO VIVERE..
DEL PERCHE'LO FOSSI..ERO SENZA SAPERE..
MA UN GIORNO HO CAPITO..
SAREBBE POTUTO ESSERE COSì..ALL'INFINITO..
NON L'HO ACCETTATO..
INTENSAMENTE..L'HO CHIESTO,,PREGATO..
DESIDERAVO ANCORA PROVARE..
RICADERE E FARMI MALE..
E RICOMINCIARE..
IN UN TERMINE..AMARE..
TANTE VOLTE SON CADUTO..
COSE IN CUI HO TANTO CREDUTO..
MAI MI SONO PENTITO..
ANZI SONO IO CHE L'HO CHIESTO..VOLUTO..
TI PREGO..FAMMI ANCORA PROVARE...FAMMI MALE..
MA FAMMI TORNARE AD AMARE..
SONO NATO PER VOLARE..

"JackMax"

Un grazie immenso grande poeta "JackMax", di Roma.
Francesco


lunedì 15 settembre 2008

Infinità d'amore







Se ancor non ho tutto l'amore tuo, cara, giammai tutto l'avrò;

non posso esalare un altro sospiro per intenerirti, né posso implorare un'altra lacrima a che sgorghi;ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti - sospiri, lacrime, e voti e lettere - l'ho consumato.
Eppure non può essermi dovuto più di quanto fu inteso alla stipulazione del contratto;
se allora il tuo dono d'amore fu parziale, si che parte a me toccasse, parte ad altri, cara giammai tutta ti avrò
Ma se allora tu mi cedesti tutto, quel tutto non fu che il tutto di cui allora tu disponevi;
ma se nel cuore tuo, in seguito, sia stato o sarà generato amor nuovo, ad opera di altri, che ancor possiedono intatte le lor sostanze, e possono di lacrime, di sospiri, di voti, di lettere, fare offerte maggiori, codesto amore nuovo può produrre nuove ansie, poiché codesto amore non fu da te impegnato.
Eppur lo fu, dacché la tua donazione fu totale: il terreno, cioè il tuo cuore, è mio; quanto ivi cresca, cara, dovrebbe tutto spettare a me.
Tuttavia ancor non vorrei avere tutto; chi tutto ha non può aver altro, e dacché il mio amore ammette quotidianamente nuovo accrescimento, tu dovresti avere in serbo nuove ricompense;
tu non puoi darmi ogni giorno il tuo cuore: se puoi darlo, vuol dire che non l'hai mai dato.
Il paradosso d'amore consiste nel fatto che, sebbene il tuo cuore si diparta, tuttavia rimane, e tu col perderlo lo conservi.
Ma noi terremo un modo più liberale di quello di scambiar cuori: li uniremo; così saremo un solo essere, e il Tutto l'un dell'altro.

John Donne

domenica 14 settembre 2008

Gabriele D'Annunzio


Autunno

Autunno, che negli occhi suoi specchiasti
e nel mar taciturno il tuo fulvo oro
tutte le acque un immobile tesoro
parvero, e gli occhi più del mare vasti ,

Autunno, io non sentii mai così forte
la tristezza che tu solo diffondi
quante di me ne' tuoi boschi profondi
son cose morte tra le foglie morte!

come ieri. Fu ieri la suprema
tristezza e fu l'amor supremo. Ah mai,
ne l'ore più segrete, mai l'amai
come ieri. Ancor l'anima ne trema.

Ella taceva, chiusa ne la nera
tunica dove sparsi erano fiori
pallidi, Autunno, come i tuoi che indori
sul vano stelo; e, china a la ringhiera,

guardava il golfo solitario, china
come colei che un peso immane aggrava.
Ombra de la sua fronte! O non guardava
forse dentro di sé la sua ruina?

Forse. Non domandai. Ma così piena-
mente a lei rispondean tutte le cose
visibili, apparenze dolorose
d'anime involte ne la stessa pena,

che io credetti vedere il suo dolore
in quelle forme, vivere in un mondo
espresso intero dal suo cuor profondo,
irradiato da quel solo cuore,

e fu per me ciascuna forma un segno
che svelava un mistero, quasi un muto
verbo, e più nulla fu disconosciuto,
anche per me, ne l'infinito regno.

Gabriele D'Annunzio

venerdì 12 settembre 2008

John Singer Sargent





John Singer Sargent
1856-1925

John Singer Sargent was an American painter by birth-right. He loved his country yet he spent most of his life in Europe. He was the most celebrated portraitist of his time but left it at the very height of his fame to devote full time to landscape painting, water colors and public art.

He was born in Florence, to American parents and traveled extensively throughout Europe. His parents never settled back in America, not stepping foot in the States himself until right before his 21st birthday to retain his citizenship.

He was schooled as a French artist, heavily influenced by the Impressionist movement, the Spanish Master Velazquez, the Dutch Master Frans Hals, and his teacher Carolus-Duran . He was the darling of Paris until the scandal of his Madame X painting at the 1884 Salon.

Discouraged at the rejection, even considered leaving art at the age of 28, he left Paris and settled (if that word could ever be used for him) in England where he reached the height of his fame. To be painted by Sargent was to be painted by the best.

Although England would be his home, he never stopped traveling and he never stopped painting. To describe Sargent is to say that he painted. It was his life and yet he had a deep appreciation for music and all art forms and went out of his way to promote other artists -- for this selflessness he was greatly loved.

Extremely bright, extremely gifted, an intense hard worker, he was the last great generalist. It is hard to put a label on him for he could master so many different painting styles. He was an Impressionist, a Classical Portraitist, a Landscape Artist, a Water Colorist, a Muralist of public art, and even started sculpting at the last of his life. He was all of these things and yet he was none of them in total.

He once said that the knowledge of a technique for an artist, such as Impressionism, "does not make a man an Artist any more than the knowledge of perspective does -- it is mearly a refining of one's means towards representing things and one step further away from the hieroglyph".

He is often passed by, not studied, or dismissed because he was never a radical artist or trend-setter. He always worked within the wide, rich textured pallet of known and established styles. Yet his brilliance was in fusing these elements together and for this he has never fully gotten credit.

His output was prodigious. Working dawn til dusk in some cases -- even on vacations, and sometimes seven days a week. Between 1877 (when his work really started taking off) and 1925, he did over 900 oils and more than 2,000 watercolors along with countless charcoal sketch-portraits and endless pencil drawings.

He painted two United States presidents, the aristocracy of Europe, the new and emerging tycoons and barons of business -- Rockefeller, Sears, Vanderbilt; and he painted gypsies, tramps, and street children with the same gusto and passion. He hiked through the Rocky Mountains with a canvas tent under pouring rain to paint the beauty of waterfalls, and painted near the front lines during World War I to capture the horrors of war. He painted the back alleys of Venice, sleeping gondoliers, fishing boats and the dusty side streets of Spain. He painted opulent interiors and vacant Moorish Ruins. He painted the artists of his time -- performers, poets, dancers, musicians, and writers -- Robert Louis Stevenson, and Henry James. He painted the great generals of the Great War, and the Bedouin nomads in their camps. He painted grand allegorical murals, and his friends as they slept.

And he painted . . . .

Where others kept journals, John Singer Sargent painted his, and his life can easily be chronicled by these records in color and canvas. He loved people, yet was intensely private. And he loved his family deeply and devotedly, though he never had a family himself (was childless and never married). He was simply, a great man and a great Artist.







Se proprio devi odiarmi
fallo ora,
ora che il mondo è intento
a contrastare ciò che faccio,
unisciti all'ostilità della fortuna,
piegami
non essere l'ultimo colpo
che arriva all'improvviso
Ah quando il mio cuore
avrà superato questa tristezza.
Non essere la retroguardia di un dolore ormai vinto
non far seguire ad una notte ventosa
un piovoso mattino
non far indugiare un rigetto già deciso.
Se vuoi lasciarmi
non lasciarmi per ultimo
quando altri dolori meschini
avran fatto il loro danno
ma vieni per primo
così che io assaggi fin dall'inizio
il peggio della forza del destino
e le altri dolenti note
che ora sembrano dolenti
smetteranno di esserlo
di fronte la tua perdita."

William Shakespeare



Giovanni Boldini




Giovanni Boldini


Giovanni Boldini (December 31, 1842 – July 11, 1931) was an Italian genre and portrait painter, belonging to the Parisian school. According to a 1933 article in Time magazine, he was known as the "Master of Swish" because of his flowing style of painting.

Boldini was born in Ferrara, the son of a painter of religious subjects, and went to Florence in 1862 to study painting, meeting there the realist painters known as the Macchiaioli. Their influence is seen in Boldini's landscapes which show his spontaneous response to nature, although it is for his portraits that he became best known. He attained great success in London as a portraitist.

From 1872 Boldini lived in Paris, where he became a friend of Edgar Degas. He also became the most fashionable portrait painter in Paris in the late 19th century, with a dashing style of painting which shows some Impressionist influence but which most closely resembles the work of his contemporaries John Singer Sargent and Paul Helleu. He was nominated commissioner of the Italian section of the Paris Exposition in 1889, and received the Légion d'honneur for this appointment. He died in Paris in 1931.










Per dire cos’ hai fatto
di me, non ho parole.
cerco solo la notte

fuggo davanti al sole.
La notte mi par d’oro
più di ogni sole al mondo,
sogno allora una bella
donna dal capo biondo.
Sogno le dolci cose,
che il tuo sguardo annunciava,
remoto paradiso
di canti risuonava.
Guarda a lungo la notte
e una nube veloce-
per dire cos’ hai fatto
di me, non ho la voce.

Hermann Hesse






Crescere
Dopo un pò impari la sottile differenza
tra tenere una mano e incatenare un'anima.
E impari che l'amore non è appoggiarsi a qualcuno
e la compagnia non è sicurezza.
E inizi a imparare che i baci non sono contratti
e i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti con la grazia di un adulto
non con il dolore di un bimbo.
Ed impari a costruire tutte le strade oggi
perchè il terreno di domani è troppo incerto
per fare piani. Dopo un pò impari che il sole scotta,
se ne prendi troppo.
Perciò pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare,
che sei davvero forte, e che vali davvero.




giovedì 11 settembre 2008

SPAZIO



RICARDO ASENSIO
"Celestiale" "Cosmos" "Spazio"


Pink Floyd

US AND THEM





Io vorrei non vorrei...ma se vuoi




..Dove vai quando poi resti sola
il ricordo come sai non consola.
Quando lei se ne andò per
esempio
Trasformai la mia casa in un tempio.

E da allora solo oggi non farnetico più
a guarirmi chi fu
ho paura a dirti che sei tu.

Ora noi siamo già più vicini
Io vorrei non vorrei ma se vuoi.

Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre.
Le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto.

Dove vai quando poi resti sola
senza ali tu lo sai non si vola.
Io quel dì mi trovai per esempio
quasi sperso in quel letto così ampio.

Stalattiti sul soffitto i miei giorni con lei
io la morte abbracciai
ho paura a dirti che per te
mi svegliai.
Oramai fra di noi solo un passo
Io vorrei non vorrei ma se vuoi.

Come può uno scoglio
arginare il mare
anche se non voglio
torno già a volare
Le distese azzurre
e le verdi terre
le discese ardite
e le risalite
su nel cielo aperto
e poi giù il deserto
e poi ancora in alto
con un grande salto.


Cortesia di poeta

"JackMax "

mercoledì 10 settembre 2008

Il primo amore

Tornami a mente il dì che la battaglia
D'amor sentii la prima volta, e dissi:
Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!
Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi,
Io mirava colei ch'a questo core
Primiera il varco ed innocente aprissi.
Ahi come mal mi governasti, amore!
Perché seco dovea sì dolce affetto
Recar tanto desio, tanto dolore?
E non sereno, e non intero e schietto,
Anzi pien di travaglio e di lamento
Al cor mi discendea tanto diletto?
Dimmi, tenero core, or che spavento,
Che angoscia era la tua fra quel pensiero
Presso al qual t'era noia ogni contento?
Quel pensier che nel dì, che lusinghiero
Ti si offeriva nella notte, quando
Tutto queto parea nell'emisfero:
Tu inquieto, e felice e miserando,
M'affaticavi in su le piume il fianco,
Ad ogni or fortemente palpitando.
E dove io tristo ed affannato e stanco
Gli occhi al sonno chiudea, come per febre
Rotto e deliro il sonno venia manco.
Oh come viva in mezzo alle tenebre
Sorgea la dolce imago, e gli occhi chiusi
La contemplavan sotto alle palpebre!
Oh come soavissimi diffusi
Moti per l'ossa mi serpeano, oh come
Mille nell'alma instabili, confusi
Pensieri si volgean! qual tra le chiome
D'antica selva zefiro scorrendo,
Un lungo, incerto mormorar ne prome.
E mentre io taccio, e mentre io non contendo,
Che dicevi, o mio cor, che si partia
Quella per che penando ivi e battendo?
Il cuocer non più tosto io mi sentia
Della vampa d'amor, che il venticello
Che l'aleggiava, volossene via.
Senza sonno io giacea sul dì novello,
E i destrier che dovean farmi deserto,
Battean la zampa sotto al patrio ostello.
Ed io timido e cheto ed inesperto,
Ver lo balcone al buio protendea
L'orecchio avido e l'occhio indarno aperto,
La voce ad ascoltar, se ne dovea
Di quelle labbra uscir, ch'ultima fosse;
La voce, ch'altro il cielo, ahi, mi togliea.
Quante volte plebea voce percosse
Il dubitoso orecchio, e un gel mi prese,
E il core in forse a palpitar si mosse!
E poi che finalmente mi discese
La cara voce al core, e de' cavai
E delle rote il romorio s'intese;
Orbo rimaso allor, mi rannicchiai
Palpitando nel letto e, chiusi gli occhi,
Strinsi il cor con la mano, e sospirai.
Poscia traendo i tremuli ginocchi
Stupidamente per la muta stanza,
Ch'altro sarà, dicea, che il cor mi tocchi?
Amarissima allor la ricordanza
Locommisi nel petto, e mi serrava
Ad ogni voce il core, a ogni sembianza.
E lunga doglia il sen mi ricercava,
Com'è quando a distesa Olimpo piove
Malinconicamente e i campi lava.
Ned io ti conoscea, garzon di nove
E nove Soli, in questo a pianger nato
Quando facevi, amor, le prime prove.
Quando in ispregio ogni piacer, né grato
M'era degli astri il riso, o dell'aurora
Queta il silenzio, o il verdeggiar del prato.
Anche di gloria amor taceami allora
Nel petto, cui scaldar tanto solea,
Che di beltade amor vi fea dimora.
Né gli occhi ai noti studi io rivolgea,
E quelli m'apparian vani per cui
Vano ogni altro desir creduto avea.
Deh come mai da me sì vario fui,
E tanto amor mi tolse un altro amore?
Deh quanto, in verità, vani siam nui!
Solo il mio cor piaceami, e col mio core
In un perenne ragionar sepolto,
Alla guardia seder del mio dolore.
E l'occhio a terra chino o in sé raccolto,
Di riscontrarsi fuggitivo e vago
Né in leggiadro soffria né in turpe volto:
Che la illibata, la candida imago
Turbare egli temea pinta nel seno,
Come all'aure si turba onda di lago.
E quel di non aver goduto appieno
Pentimento, che l'anima ci grava,
E il piacer che passò cangia in veleno,
Per li fuggiti dì mi stimolava
Tuttora il sen: che la vergogna il duro
Suo morso in questo cor già non oprava.
Al cielo, a voi, gentili anime, io giuro
Che voglia non m'entrò bassa nel petto,
Ch'arsi di foco intaminato e puro.
Vive quel foco ancor, vive l'affetto,
Spira nel pensier mio la bella imago,
Da cui, se non celeste, altro diletto
Giammai non ebbi, e sol di lei m'appago.

Giacomo Leopardi