mercoledì 10 settembre 2008

Il primo amore

Tornami a mente il dì che la battaglia
D'amor sentii la prima volta, e dissi:
Oimè, se quest'è amor, com'ei travaglia!
Che gli occhi al suol tuttora intenti e fissi,
Io mirava colei ch'a questo core
Primiera il varco ed innocente aprissi.
Ahi come mal mi governasti, amore!
Perché seco dovea sì dolce affetto
Recar tanto desio, tanto dolore?
E non sereno, e non intero e schietto,
Anzi pien di travaglio e di lamento
Al cor mi discendea tanto diletto?
Dimmi, tenero core, or che spavento,
Che angoscia era la tua fra quel pensiero
Presso al qual t'era noia ogni contento?
Quel pensier che nel dì, che lusinghiero
Ti si offeriva nella notte, quando
Tutto queto parea nell'emisfero:
Tu inquieto, e felice e miserando,
M'affaticavi in su le piume il fianco,
Ad ogni or fortemente palpitando.
E dove io tristo ed affannato e stanco
Gli occhi al sonno chiudea, come per febre
Rotto e deliro il sonno venia manco.
Oh come viva in mezzo alle tenebre
Sorgea la dolce imago, e gli occhi chiusi
La contemplavan sotto alle palpebre!
Oh come soavissimi diffusi
Moti per l'ossa mi serpeano, oh come
Mille nell'alma instabili, confusi
Pensieri si volgean! qual tra le chiome
D'antica selva zefiro scorrendo,
Un lungo, incerto mormorar ne prome.
E mentre io taccio, e mentre io non contendo,
Che dicevi, o mio cor, che si partia
Quella per che penando ivi e battendo?
Il cuocer non più tosto io mi sentia
Della vampa d'amor, che il venticello
Che l'aleggiava, volossene via.
Senza sonno io giacea sul dì novello,
E i destrier che dovean farmi deserto,
Battean la zampa sotto al patrio ostello.
Ed io timido e cheto ed inesperto,
Ver lo balcone al buio protendea
L'orecchio avido e l'occhio indarno aperto,
La voce ad ascoltar, se ne dovea
Di quelle labbra uscir, ch'ultima fosse;
La voce, ch'altro il cielo, ahi, mi togliea.
Quante volte plebea voce percosse
Il dubitoso orecchio, e un gel mi prese,
E il core in forse a palpitar si mosse!
E poi che finalmente mi discese
La cara voce al core, e de' cavai
E delle rote il romorio s'intese;
Orbo rimaso allor, mi rannicchiai
Palpitando nel letto e, chiusi gli occhi,
Strinsi il cor con la mano, e sospirai.
Poscia traendo i tremuli ginocchi
Stupidamente per la muta stanza,
Ch'altro sarà, dicea, che il cor mi tocchi?
Amarissima allor la ricordanza
Locommisi nel petto, e mi serrava
Ad ogni voce il core, a ogni sembianza.
E lunga doglia il sen mi ricercava,
Com'è quando a distesa Olimpo piove
Malinconicamente e i campi lava.
Ned io ti conoscea, garzon di nove
E nove Soli, in questo a pianger nato
Quando facevi, amor, le prime prove.
Quando in ispregio ogni piacer, né grato
M'era degli astri il riso, o dell'aurora
Queta il silenzio, o il verdeggiar del prato.
Anche di gloria amor taceami allora
Nel petto, cui scaldar tanto solea,
Che di beltade amor vi fea dimora.
Né gli occhi ai noti studi io rivolgea,
E quelli m'apparian vani per cui
Vano ogni altro desir creduto avea.
Deh come mai da me sì vario fui,
E tanto amor mi tolse un altro amore?
Deh quanto, in verità, vani siam nui!
Solo il mio cor piaceami, e col mio core
In un perenne ragionar sepolto,
Alla guardia seder del mio dolore.
E l'occhio a terra chino o in sé raccolto,
Di riscontrarsi fuggitivo e vago
Né in leggiadro soffria né in turpe volto:
Che la illibata, la candida imago
Turbare egli temea pinta nel seno,
Come all'aure si turba onda di lago.
E quel di non aver goduto appieno
Pentimento, che l'anima ci grava,
E il piacer che passò cangia in veleno,
Per li fuggiti dì mi stimolava
Tuttora il sen: che la vergogna il duro
Suo morso in questo cor già non oprava.
Al cielo, a voi, gentili anime, io giuro
Che voglia non m'entrò bassa nel petto,
Ch'arsi di foco intaminato e puro.
Vive quel foco ancor, vive l'affetto,
Spira nel pensier mio la bella imago,
Da cui, se non celeste, altro diletto
Giammai non ebbi, e sol di lei m'appago.

Giacomo Leopardi


10 septiembre
Lawrence Alma-Tadema
Sir Lawrence Alma-Tadema (1836-1912)
Sir Lawrence Alma-Tadema was a Dutch ex-patriate who lived most of his life in England. His name had been Lorens Tadema and Alma had been his middle name in Holland. His life followed a path similar to that of Victorian England. He was born a year before Victoria in 1836 and was knighted on her 80th birthday. Tadema was arguably the most successful painter of the Victorian era. For over sixty years he gave his audience exactly what it wanted; distinctive, elaborate paintings of beautiful people in classical settings. His incredibly detailed reconstructions of ancient Rome, with languid men and women posed against white marble in dazzling sunlight provided his audience with a glimpse of a world of the kind they might one day construct for themselves at least in attitude if not in detail. During his sixty productive years Tadema produced over 400 known paintings and had some success designing musical instruments as well. In 1980 a piano he designed for Henry Marquand of New York made 177,273 pounds at auction, making it to date not only the most expensive such musical instrument ever sold, but also the most costly example of 19th-century applied art).
Being a creature of his time, when the Victorian period ended so did his marketability. Paintings which once would have sold for 10,000 pounds a few years earlier were practically impossible to sell at all. In fact, some of his paintings could have been had for as little as 20 pounds at that time. His friendships with the Prince of Wales and the young Winston Churchill faded and his artistic legacy almost vanished. As attitudes of the public in general and the artists in particular changed for the worse regarding the possibilities of human achievement, his paintings were increasingly denounced. He was declared "the worst painter of the 19th century" by John Ruskin, and one critic even remarked that his paintings were "about worthy enough to adorn bourbon boxes". After this brief period of actively being denounced he was consigned to relative obscurity for many years. It was not until 1973 that a biography of Alma-Tadema was printed (by Russell Ash), and not until 1990 that a full color book containing large prints of his paintings was published (ISBN 0-8109-1898-6, Sir Lawrence Alma-Tadema, Russell Ash, Harry N. Abrams, Inc., 100 Fifth Avenue, New York, NY 10011).
One seldom noticed influence Tadema has had on modern art is the vision of the ancient world portrayed in such films as D. W. Griffith's Intolerance (1916), Ben Hur (1926), and Cecil B. DeMille's The Ten Commandments (1956), and Cleopatra (1934). Jessie J. Laskey, co-writer on De Mille's The Ten Commandments has described how the producer would customarily spread out prints of Alma-Tadema paintings to indicate to his set designers the look he wanted to achieve.










martedì 9 settembre 2008

Many thanks for being friends



L'Amore non è pretendere ma dare ...è dimenticarsi
ma non dimenticare ...è vivere fuori di sè pur
rimanendo in sè ...
L'Amore è lottare ed avere coraggio ...è condividere
gli stessi sogni e desideri ...è guardare insieme nella
stessa direzione...
L'Amore è magia ...è il sogno che si mischia con
la realtà ...è non abbandonare mai l'altro al proprio
destino ...
L'Amore è riservarsi le spine ed offrire le rose ...
L'Amore chiede tutto e può permettersi di farlo ...




L'amore è qualcosa di raro...
Quando lo incontri senti una stretta al cuore...
piangi per la felicità...
non riesci a parlare, ti manca il respiro...
Quando vedi lui ti batte forte il cuore...
sei impacciata e hai un chiodo fisso...
un unico pensiero...
Si può amare anche solo per un attimo...
Un attimo sincero basta a renderci indivisibili per l'eternita...













Non nascondere
Il segreto del tuo cuore,
amico mio!
Dillo a me,solo a me
in confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente,
dimmelo piano,
il mio cuore lo ascolterà,
non le mie orecchie.
La notte è profonda,
la casa silenziosa,
i nidi degli uccelli
tacciano nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.

Rabrindranath Tagore

SENZA TE





Bellissima Marilyn
Marilyn Monroe ... the Legend of the white screen.

Marilyn Monroe is perhaps the most definitive pin-up icon of the 1950's and there are literally thousands of photographs of her. This page is merely a collection of some of my favourites. Since there is such an abundance of web sites dedicated to Marilyn, (see the links page for more information), I have chosen not to write anything about her life etc. since it is covered in far more detail elsewhere.

The following images are best viewed in 16 bit colour. Simply click on the thumbnail image to view.

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Marilyn MonroeCortesia di LIFE e Pin-Up Page




Marilyn Monroe personified Hollywood glamour with an unparalleled glow and energy that enamored the world. Although she was an alluring beauty with voluptuous curves and a generous pout, Marilyn was more than a '50s sex goddess. Her apparent vulnerability and innocence, in combination with an innate sensuality, has endeared her to the global consciousness. She dominated the age of movie stars to become, without question, the most famous woman of the 20th Century.













SENZA TE
Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.

In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.

Mi hai rapito via l'anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.

Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.

John Keats



Perdonami

Dunque lì ti troverò,
lì dove nasce il canto,
lì dove nasce il pianto,
lì dove nasco io.
E sarà lì
che resterò a guardare,
a guardare il cielo
troppo azzurro,
mi farà male.
Mi farà male il pensarti
perchè ti penso
ti penso spesso
ti penso troppo.
Ti penso e sorrido
e volo e torno
a quei momenti, ma non piango……
Perdonami, non voglio piangere
non so dirtelo….
guardandoti negli occhi,
quegli occhi tuoi profondi

protetti dalle lenti dei tuoi occhiali….
non so se chiedermi se
in questo momento stò male......
Perdonami anche quando
il tuo perdono non potrò
mai sentirlo….